Santuario Diocesano
Maria S.S. di Porto Salvo
Di la Turchia si partiu, intra na navi fu portata!
E sbarcò in fidi pia sutta a Melitu la bella Maria!
Sei nella sezione dedicata alla storia del Santuario di Porto Salvo
La storia del Santuario
È indubbio che la storia di Melito Porto Salvo sia legata a doppio filo con la storia del suo Santuario e dell'effige della Madonna S.S. che è ospitata al suo interno.
- Il periodo magno-greco
- L'età romana
- Dai Bizantini ai Normanni
- Angioini ed Aragonesi
- La fondazione del Santuario
- Dai documenti delle visite pastorali...
- La storia del quadro
È disponibile l'effige della Madonna S.S. di Porto Salvo (616 KB): Scaricala ora!
Racconti e leggende
Molte leggende narrano della devozione alla Madonna di Porto Salvo e delle origini del quadro.
I racconti... ¤ Le leggende...
Bibliografia
Tutti i riferimenti bibliografici utilizzati per il presente studio storiografico.
Il periodo magno-greco
La rilevanza strategica dell’odierna Calabria nel contesto mediterraneo è palese: la sua funzione di ponte tra Occidente e Oriente che, per ovvi motivi geografici coinvolge in primo luogo il versante jonico della regione, si può paragonare solo a quella svolta dalla Puglia.
Non sorprende, perciò, che le grandi potenze, di volta in volta attive nello scacchiere dell’Italia meridionale, abbiano nutrito l’aspirazione ad un saldo controllo dell’estremo lembo della penisola.
Qualsiasi tentativo in tal senso non poteva prescindere dal possesso delle città costiere.
Per secoli, infatti, prima che s’innescasse il fenomeno tipico dell’alto-medioevo dell’arretramento degli abitati dalle tradizionali sedi litoranee, esse furono quasi i soli agglomerati urbani esistenti.
Ciò si deve alla peculiarità dell’orografia calabrese, per cui, i più antichi siti urbanizzati, sono sorti in prossimità delle maggiori pianure e dei pochi approdi disponibili, soprattutto lungo la costa jonica.
Melito Porto Salvo si trova ubicata su una vasta pianura affacciata sul mare Jonio.
I numerosi ritrovamenti archeologici (specie di vasellame), ci testimoniano la presenza greca nel nostro territorio.
Ad avvalorare ulteriormente questa tesi, presso il Palazzo Alberti in via del Fortino, ancora oggi possiamo ammirare due colonne appartenenti certamente ad un tempio magno-greco.
Il tempio dal quale sono state prelevate queste due colonne, era probabilmente quello situato in prossimità del letto torrentizio in contrada Tabacco, le cui rovine fino a poco più di trent’anni fa erano ancora ben visibili e delle quali abbiamo numerose testimonianze tra gli abitanti del luogo.
La presenza di un tempio dedicato certamente ad una divinità femminile (vedi. G. Barbas studi Messina 2006) e la vasta presenza di fornaci, tombe e mura ci fanno pensare ad un insediamento urbano piccolo ma di una certa importanza produttivo-commerciale.
Inoltre, la presenza di un golfo in contrada Majorana (attualmente nella zona antistante il Santuario, sul Lungomare dei Mille), testimoniata più tardi da fonti romane, avvalora la tesi secondo la quale durante il periodo ellenistico Melito fu crocevia di scambi tra Calabria e Sicilia (in particolar modo Taormina), e tra Italia e Grecia.
