Santuario Diocesano
Maria S.S. di Porto Salvo
Di la Turchia si partiu, intra na navi fu portata!
E sbarcò in fidi pia sutta a Melitu la bella Maria!
Sei nella sezione dedicata alla storia del Santuario di Porto Salvo
La storia del Santuario
È indubbio che la storia di Melito Porto Salvo sia legata a doppio filo con la storia del suo Santuario e dell'effige della Madonna S.S. che è ospitata al suo interno.
- Il periodo magno-greco
- L'età romana
- Dai Bizantini ai Normanni
- Angioini ed Aragonesi
- La fondazione del Santuario
- Dai documenti delle visite pastorali...
- La storia del quadro
È disponibile l'effige della Madonna S.S. di Porto Salvo (616 KB): Scaricala ora!
Racconti e leggende
Molte leggende narrano della devozione alla Madonna di Porto Salvo e delle origini del quadro.
I racconti... ¤ Le leggende...
Bibliografia
Tutti i riferimenti bibliografici utilizzati per il presente studio storiografico.
La storia del quadro
Il luogo in cui sorge il Santuario anticamente era un luogo periferico e disagiato, sia rispetto al piccolo villaggio di Melito, sia rispetto a Pentadattilo, questo ci porta a pensare che in quella località, sia accaduto qualcosa di miracoloso, di soprannaturale, che le espressioni oranti della pietà popolare e le tradizioni orali ci fanno intuire.
Il quadro, è un dipinto ad olio su tela, misura cm 155x128 risalente ai primissimi anni del 1600, opera di anonimo artista locale.
Lungo i secoli è stato più volte restaurato, il primo restauro fu eseguito dal Cav. Annunziato Vitrioli, il quale, secondo quanto ci riporta il Minicuci ad intervento ultimato così definì il quadro: “un opera pregevolissima e degna di gelosa custodia, eseguita da esimio artista”.
In seguito ci fu un altro restauro eseguito, negli anni 60, da tal Bonfà di Bianco.
Questi lavori di restauro, se da un lato contribuirono al rafforzamento della tela, dall’altro deformarono la prima immagine della Vergine, alla quale si sono sovrapposti i lineamenti rivisitati dal pennello del Vitrioli prima e di Bonfà poi.
Per questo motivo, nel corso degli anni, abbiamo riscontrato nelle immagini tradizionali una diversità di lineamenti e di stile.
Finalmente nel 1975 il professor Demetrio Vakalis, ordinario di restauro e storia dell’arte presso l’Università di Atene, dopo un lungo e paziente lavoro di pulitura e rintelatura, ha riportato alla luce la prima ed originale immagine della Madonna, eseguendo, inoltre, una copia da utilizzare durante le processioni per meglio tutelare l’antico e prezioso quadro.
Nel 1995 però una mano sacrilega porta via dal Santuario la detta copia, che dopo qualche giorno, viene ritrovata in pessime condizioni presso i giardini della Biblioteca comunale di Reggio Calabria.
Nel 2004 il professor Nikita, ordinario all’Accademia di San Pietroburgo, realizza un’altra copia, quella che oggi è esposta alla venerazione all’interno del Santuario.
L'accademico,inoltre, esegue anche qualche piccolo lavoro di restauro sulla tela originale che viene esposta ai fedeli soltanto nei giorni della festa.
Il 23 aprile 1958, S. E. Rev.ma Mons. Giovanni Ferro Arcivescovo Metropolita di Reggio Calabria, incoronò ufficialmente la Sacra Immagine, alla presenza di una moltitudine di popolo e di Autorità civili, militari e religiose.
A quel tempo era Rettore del Santuario il Rev.do don Giuseppe Calarco di venerata memoria.
