Santuario Diocesano
Maria S.S. di Porto Salvo
Di la Turchia si partiu, intra na navi fu portata!
E sbarcò in fidi pia sutta a Melitu la bella Maria!
Sei nella sezione dedicata alla storia del Santuario di Porto Salvo
La storia del Santuario
È indubbio che la storia di Melito Porto Salvo sia legata a doppio filo con la storia del suo Santuario e dell'effige della Madonna S.S. che è ospitata al suo interno.
- Il periodo magno-greco
- L'età romana
- Dai Bizantini ai Normanni
- Angioini ed Aragonesi
- La fondazione del Santuario
- Dai documenti delle visite pastorali...
- La storia del quadro
È disponibile l'effige della Madonna S.S. di Porto Salvo (616 KB): Scaricala ora!
Racconti e leggende
Molte leggende narrano della devozione alla Madonna di Porto Salvo e delle origini del quadro.
I racconti... ¤ Le leggende...
Bibliografia
Tutti i riferimenti bibliografici utilizzati per il presente studio storiografico.
Angioini ed Aragonesi
Alla morte di Federico II seguì la dominazione Angioina e con essa il periodo di crisi: nel 1283 i siculo-aragonesi sbarcarono nella marina di Melito occupando anche il castello di Pentadattilo, riscattato poi su cauzione dall’Archimandrita di Messina; nel 1386 Pentidattilo viene ceduto da Clemente VII (antipapa) a Nicola Arcurio capitano dell’esercito,come ricompensa per i servigi resi alla Chiesa di Roma.
Purtroppo però non finì così, gli angioini avevano lasciato in Pentadattilo una serie di seguaci i quali, nel tentativo di riacquisire i privilegi di cui godevano sotto i vecchi dominatori, non facero altro che provocare continue rivolte e sommosse, fino a che nel 1442 Alfonso il Magnanimo d’Aragona, prevalse sugli angioini.
Questa vittoria fu solo parziale, poiché la resistenza angioina, seppur ufficialmente sconfitta, continuò a martoriare le nostre terre fino al 1463, quando Alfonso II, assistito da Antonio Centelles, sconfisse definitivamente i ribelli angioini, aggravando ulteriormente la situazione di miseria e di sofferenza in cui riversava il popolo.
Da quel momento non ci fu più pace, con la dominazione Spagnola subentrò la piaga delle incursioni piratesche lungo il litorale costiero ed emerse la necessità di costruire delle torri di avvistamento e di controllo.
Proprio a ridosso di una di queste torri ebbe sviluppo l’odierna Melito.
Nel 1550, mentre erano signori di Pentadattilo i Francoperta, il Marchese di Cerchiara D. Fabrizio Pignatelli, Preside di Calabria, stabilì che venisse costruita una torre sul colle Calvario, in prossimità della quale venne fondato il primo nucleo abitativo di Melito.
Nel 1589 Giovan Battista Francoperta, vende all’asta il feudo di Pentadattilo, il quale passò alla famiglia Alberti.
Gli Alberti, famiglia di commercianti di stoffe di origine toscana, arrivarono dapprima a Palermo e poi a Messina, dove la produzione della seta era particolarmente fiorente.
Giunti a Pentadattilo, diedero anche qui un impulso all'allevamento del baco da seta promuovendo la coltivazione dei gelsi e lo spostamento degli abitanti da Pentadattilo a Melito.
